Da anni il Portogallo è tra le sedi fiscali più attrattive d’Europa. Con l’introduzione del regime IFICI, noto nella pratica come NHR 2.0, il governo portoghese ha sfruttato la fine del vecchio programma Non-Habitual-Resident per creare un modello successivo mirato. Per imprenditori qualificati, liberi professionisti e specialisti altamente qualificati che valutano il trasferimento della residenza fiscale, questo regime apre rilevanti opportunità di pianificazione.
Il programma originario Non-Habitual-Resident, che dal 2009 rendeva il Portogallo particolarmente interessante per pensionati, remote worker e investitori, è terminato ufficialmente il 31 marzo 2025. Chi entro tale data soddisfaceva i requisiti transitori poteva ancora registrarsi nel vecchio regime e continuare a beneficiare delle sue condizioni per la restante durata decennale.
Dal 1° gennaio 2024 è entrato in vigore il nuovo regime: l’ Incentivo Fiscal à Investigação Científica e Inovação (IFICI). Il nome è un po’ fuorviante, perché il programma va ben oltre la sola attività di ricerca. Si rivolge a professionisti altamente qualificati, imprenditori e dirigenti in settori economici strategici che trasferiscono la residenza fiscale in Portogallo. Il messaggio centrale del legislatore: invece di attrarre capitale passivo, si intende promuovere talento e innovazione imprenditoriale.
Il regime IFICI offre due vantaggi fiscali principali, particolarmente rilevanti per imprenditori e HNWI.
Aliquota forfettaria del 20%: i redditi qualificati da lavoro dipendente o autonomo prodotti in Portogallo sono soggetti a un’aliquota unica del 20%. Il sistema standard portoghese, a scaglioni progressivi, arriva invece ad aliquote massime del 48% più un contributo di solidarietà fino al 5% sui redditi più elevati. Il risparmio per i professionisti con redditi alti è significativo.
Esenzione fiscale sui redditi esteri: dividendi, interessi, plusvalenze e canoni di locazione provenienti da fonti estere sono in linea di principio esenti da imposta in Portogallo sotto l’IFICI, purché non provengano da cosiddetti Paesi in blacklist. Sono esclusi da questa esenzione i redditi da pensione, che ora rientrano integralmente nel regime fiscale portoghese ordinario.
Entrambi i benefici valgono per dieci anni consecutivi e non sono prorogabili. Chi ha già utilizzato il regime non può riattivarlo una seconda volta. Se un contribuente lascia temporaneamente il Portogallo e perde la residenza fiscale, in determinate condizioni è possibile proseguire gli anni residui dopo un rientro.
Le condizioni di accesso sono più restrittive rispetto al modello precedente. Devono essere soddisfatti congiuntamente quattro requisiti di base:
Primo, il richiedente non deve essere stato fiscalmente residente in Portogallo da almeno cinque anni. Secondo, non deve aver beneficiato né del vecchio regime NHR né di privilegi fiscali portoghesi comparabili. Terzo, deve stabilire la residenza fiscale in Portogallo dal 1° gennaio 2024 o successivamente, dimostrabile είτε con una permanenza di oltre 183 giorni all’anno oppure con la disponibilità di un’abitazione permanente in Portogallo. Quarto, l’attività svolta deve rientrare in una delle categorie di qualificazione riconosciute.
Per il profilo professionale si applicano i seguenti requisiti: una laurea di livello 6 del Quadro Europeo delle Qualifiche (equivalente a un bachelor) con almeno tre anni di esperienza professionale pertinente, oppure in alternativa un dottorato (EQF livello 8), che sostituisce il requisito di esperienza lavorativa.
Tra i settori di attività qualificanti rientrano, tra gli altri, tecnologia, ingegneria, scienze naturali, sanità ed energia verde. Inoltre, possono qualificarsi dirigenti e dipendenti di aziende riconosciute da enti statali come AICEP o IAPMEI oppure coinvolte in progetti di investimento produttivo a partire da tre milioni di euro. Anche fondatori e dipendenti di start-up certificate dallo Stato in Portogallo possono utilizzare il regime.
Per gli imprenditori che arrivano in Portogallo con un visto D2 per fondatori, emergono interessanti sovrapposizioni: chi costituisce una società portoghese in un ambito qualificante ed è attivo al suo interno può beneficiare contemporaneamente dell’idoneità IFICI. Le imprese orientate all’export, con almeno il 50% del fatturato generato all’estero, possono far qualificare anche i propri dirigenti per il regime.
Le domande per lo status IFICI devono essere presentate entro il 15 gennaio dell’anno successivo a quello in cui viene stabilita la residenza fiscale portoghese. Chi diventa residente fiscale nel 2026 ha quindi tempo fino al 15 gennaio 2027 per presentare la domanda. Il mancato rispetto di questa scadenza può compromettere il diritto per l’anno in corso.
Prerequisito per la domanda è innanzitutto la registrazione di un numero fiscale portoghese (NIF), seguita dall’iscrizione formale come residente fiscale. Successivamente, la richiesta IFICI avviene tramite il portale dell’autorità fiscale portoghese Autoridade Tributária e Aduaneira (AT). Devono essere allegati in modo completo i documenti che attestano la qualificazione, le conferme del datore di lavoro o dell’azienda e i titoli di studio.
Per gli imprenditori che valutano diverse giurisdizioni fiscali europee, un confronto è utile. Il regime IFICI posiziona il Portogallo in modo più vantaggioso rispetto a molte alternative classiche. La Spagna offre con la cosiddetta legge Beckham un’aliquota forfettaria simile del 24%, ma con durata di soli cinque anni e limiti di reddito più rigidi. La Svizzera propone l’imposizione forfettaria, tuttavia legata al costo della vita e basata su un multiplo del valore locativo. Malta e Cipro hanno visto i propri regimi subire negli ultimi anni pressioni a livello europeo.
La rete portoghese di convenzioni contro le doppie imposizioni con oltre 80 Paesi rappresenta un vantaggio sistemico decisivo. Per i redditi esteri che possono essere tassati nel Paese d’origine, in Portogallo si applica tipicamente il metodo dell’esenzione, così da evitare strutturalmente una doppia imposizione.
Per i clienti con strutture patrimoniali e reddituali più complesse, prima del trasferimento di residenza è consigliabile un’analisi accurata delle strutture societarie e di holding esistenti. L’IFICI riguarda esclusivamente l’imposta sul reddito delle persone fisiche; gli aspetti di imposta sulle società relativi a società portoghesi o estere vengono trattati separatamente.
Le plusvalenze dalla vendita di partecipazioni societarie realizzate fuori dal Portogallo possono essere esenti da imposta sotto l’IFICI. Questo apre possibilità di pianificazione per imprenditori che prevedono un exit o una cessione parziale e desiderano strutturarla in modo fiscalmente efficiente. Lo stesso vale per la distribuzione di dividendi da strutture di holding estere.
Particolare attenzione va prestata alla questione della perdita della residenza fiscale nel Paese di origine. Exit tax, imposte di trasferimento e obblighi di comunicazione variano in modo significativo tra gli Stati membri dell’UE. Una completa separazione fiscale dal precedente Stato di residenza richiede in genere più della semplice registrazione in Portogallo.
Il regime IFICI non è uno sconto fiscale universale per chiunque si trasferisca in Portogallo. È uno strumento mirato che consente a professionisti altamente qualificati e imprenditori in settori economici definiti di ottenere, per dieci anni, una sostanziale riduzione del carico fiscale. Chi soddisfa i requisiti di accesso beneficia di uno dei regimi fiscali più favorevoli all’interno dell’Unione Europea, combinato con la stabilità politica di uno Stato membro UE e con l’ampia rete di convenzioni contro le doppie imposizioni.
La verifica dei requisiti, la preparazione dei documenti e il coordinamento con il precedente Stato di residenza richiedono una pianificazione anticipata. I clienti che stanno valutando un trasferimento in Portogallo nel 2026 o 2027 dovrebbero includere con certezza nella pianificazione la scadenza di gennaio dell’anno successivo per la presentazione della domanda.
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No. Chi era già registrato nel vecchio regime NHR è, in linea generale, escluso dall’IFICI. Il programma si rivolge esclusivamente a persone che non hanno utilizzato nessuno dei precedenti privilegi fiscali portoghesi.
La domanda deve essere presentata entro il 15 gennaio dell’anno successivo alla prima costituzione della residenza fiscale portoghese. Il mancato rispetto di questa scadenza può escludere il diritto per l’anno d’imposta interessato.
No, questo è uno dei principali cambiamenti rispetto al modello precedente. Con l’IFICI i redditi pensionistici non rientrano più nell’esenzione e sono soggetti all’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito portoghese.