La possibile fine dell’imposta al 5% a Malta: il modello di successo è a rischio?
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La possibile fine dell’imposta al 5% a Malta: il modello di successo è a rischio?

La possibile fine dell’imposta al 5% a Malta: il modello di successo è a rischio?
25 feb 2026

Per molti anni Malta è stata considerata una delle sedi più attraenti per le imprese all’interno dell’Unione Europea. Ciò dipendeva meno dall’aliquota formale dell’imposta sulle società del 35% e più dal carico fiscale effettivo, che grazie a meccanismi specifici poteva essere ridotto fino al 5%. Questo modello rendeva Malta particolarmente interessante per strutture holding internazionali, società IP e gruppi aziendali transfrontalieri.

Tuttavia, negli ultimi anni il contesto fiscale internazionale è cambiato radicalmente. Le riforme OCSE, la minimum tax globale e la crescente pressione politica sui regimi a bassa imposizione pongono una domanda centrale: il modello al 5% a Malta ha ancora un futuro oppure stiamo assistendo alla lenta fine di un modello fiscale di successo?

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Come funzionava originariamente il modello al 5%?

Formalmente, l’imposta sulle società maltese è del 35%. Di per sé non sembra particolarmente attraente. Decisivo era però il cosiddetto "Full Imputation System" in combinazione con il meccanismo di rimborso d’imposta (tax refund).

In pratica significava:

Una società operativa pagava innanzitutto il 35% di imposta sui profitti. Non appena gli utili venivano distribuiti ai soci, questi potevano – se soddisfacevano determinati requisiti – richiedere un rimborso pari a 6/7 dell’imposta pagata. In termini effettivi rimaneva così solo un carico fiscale del 5% a livello d’impresa.

Il sistema era strutturato giuridicamente in modo tale che formalmente non fosse considerato una riduzione dell’imposta sulle società, bensì un rimborso a livello del socio. Proprio questa costruzione permetteva a Malta di restare conforme al diritto UE, ottenendo al contempo una tassazione effettiva molto bassa.

Per le strutture internazionali era estremamente attraente: appartenenza all’UE, accesso alle convenzioni contro le doppie imposizioni e un’incidenza effettiva del 5%.

L’introduzione della Fiscal Unit come modernizzazione

Nel 2020 Malta ha introdotto inoltre il modello della cosiddetta "Fiscal Unit". Si tratta di una forma di tassazione di gruppo, in cui più società all’interno di un gruppo vengono trattate fiscalmente come un’unica entità.

Tra i requisiti vi sono, tra l’altro, una partecipazione del 95% nonché un’amministrazione e una rappresentanza fiscale unificate. All’interno di questa struttura la capogruppo diventa il cosiddetto "Principal Tax Payer", mentre le controllate vengono trattate come fiscalmente trasparenti.

Il vantaggio principale: viene meno l’anticipo del 35%. Invece di pagare prima il 35% e richiedere poi un rimborso, si calcola direttamente un carico fiscale consolidato che, in termini effettivi, si attesta anch’esso intorno al 5%.

Questo modello ha eliminato soprattutto un problema centrale del vecchio sistema di rimborsi: i ritardi di liquidità. Infatti i rimborsi potevano protrarsi anche per molti mesi. Con la Fiscal Unit, l’onere fiscale è diventato più prevedibile e amministrativamente più efficiente.

Perché oggi il modello è sotto pressione?

Il sistema maltese non va considerato isolatamente. Il panorama fiscale internazionale è cambiato in modo significativo.

Imposizione minima globale (OCSE Pillar 2)

Con l’introduzione dell’imposta minima globale del 15% per i gruppi multinazionali con fatturato a partire da 750 milioni di euro, le regole del gioco si sono spostate in modo sostanziale.

Se un gruppo realizza a Malta un carico fiscale effettivo di solo il 5%, lo Stato di residenza della capogruppo può applicare una cosiddetta "Top-Up Tax" per portare l’imposizione al 15%.

Ciò significa: per i grandi gruppi il modello maltese perde di fatto il suo vantaggio, anche se il diritto nazionale restasse invariato.

Pressione UE e armonizzazione della politica fiscale

Anche all’interno dell’Unione Europea aumenta la pressione sugli Stati membri con aliquote effettive molto basse. Sebbene il modello maltese fosse formalmente conforme alle norme UE, è comunque regolarmente al centro di discussioni politiche su pianificazione fiscale aggressiva e "dumping fiscale".

L’UE persegue a lungo termine l’obiettivo di una maggiore armonizzazione fiscale. In questo contesto, i modelli con un’imposizione effettiva estremamente bassa vengono valutati con crescente criticità.

Requisiti di sostanza e realtà economica

Un ulteriore fattore è il controllo più rigoroso dei requisiti di sostanza. Oggi autorità fiscali internazionali, banche e partner commerciali richiedono molto di più di una semplice registrazione formale.

Le holding pure, prive di reale attività operativa, presenza manageriale o strutture decisionali economiche in loco, sono sempre più sotto pressione. Ciò riguarda in particolare le strutture IP o i modelli basati esclusivamente su licenze.

Il modello al 5% quindi non funziona più come puro strumento fiscale: richiede una sostanza economica reale.

La tassazione al 5% è già stata abolita?

No. Né il sistema di rimborso né la Fiscal Unit sono stati finora aboliti ufficialmente. Il diritto maltese continua a prevedere questi meccanismi.

Tuttavia, occorre distinguere tra esistenza formale e utilizzabilità pratica.

Per i grandi gruppi l’aliquota effettiva del 5% viene neutralizzata dall’imposizione minima. Per le piccole e medie imprese resta in linea di principio utilizzabile, ma solo nel rigoroso rispetto dei requisiti di sostanza e documentazione.

Il modello dunque non è finito, ma la sua portata è chiaramente limitata.

Quali strutture sono particolarmente colpite?

Sono sotto osservazione soprattutto:

  • Strutture holding internazionali senza attività operativa

  • Società di licenze e IP

  • Modelli di finanziamento o basati su interessi

  • Costruzioni motivate esclusivamente da ragioni fiscali

Le strutture progettate principalmente per l’ottimizzazione fiscale, senza una funzione economica a Malta, oggi sono molto più rischiose rispetto a pochi anni fa.

Malta resta comunque attraente?

Sì, ma a condizioni diverse.

Malta continua a offrire:

  • Appartenenza all’UE

  • Accesso a un’ampia rete di convenzioni contro le doppie imposizioni

  • Un diritto societario consolidato

  • Programmi specifici per i residenti senza domicilio

  • Condizioni quadro vantaggiose nel settore shipping e yachting

Ciò che è cambiato non è solo il quadro normativo, ma l’ambiente internazionale.

La narrazione "Paese UE con imposta al 5%" oggi è riduttiva. La pianificazione fiscale è più complessa, più trasparente e più regolamentata che mai.

Possibili scenari di sviluppo

Per i prossimi anni sono ipotizzabili diversi scenari.

Primo, Malta potrebbe adeguare gradualmente il proprio sistema agli standard internazionali per evitare tensioni politiche. Secondo, i requisiti di sostanza potrebbero essere ulteriormente irrigiditi, rendendo il modello di fatto rilevante quasi esclusivamente per imprese con vera operatività. Terzo, il modello potrebbe restare formalmente in vigore ma perdere importanza economica a causa delle regole internazionali sulla minimum tax.

Un "fine" improvvisa al momento appare improbabile. Più verosimile è una trasformazione progressiva.

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Conclusione: niente fine brusca, ma un cambiamento strutturale

Il modello del 5% a Malta non è vicino a un’abolizione improvvisa. Tuttavia, si trova chiaramente in un processo di trasformazione.

Per i grandi gruppi multinazionali, l’utilizzo effettivo è di fatto terminato a causa dell’imposta minima globale. Per le strutture più piccole, il modello rimane in linea di principio disponibile, ma solo con sostanza reale, documentazione impeccabile e pianificazione di lungo periodo.

La vera fine riguarda meno la legge in sé e più l’epoca in cui Malta veniva percepita come una sede UE a bassa imposizione semplice e senza complicazioni.

Oggi vale questo: la pianificazione fiscale internazionale non è più uno strumento statico. Chi punta su Malta deve tenere d’occhio allo stesso tempo la minimum tax globale, la politica UE e i requisiti di sostanza.

Il modello al 5% esiste ancora, ma non è più quello di una volta.

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