Il 10 febbraio 2026 la Securities and Futures Commission (SFC) ha introdotto un importante pacchetto di nuove misure pensate per migliorare la liquidità e sostenere l’innovazione nel mercato degli asset virtuali (VA) di Hong Kong. Questi aggiornamenti rientrano in un piano più ampio e pluriennale per sviluppare Hong Kong come hub cripto regolamentato e riconosciuto a livello globale, mantenendo al contempo solide tutele per gli investitori e la stabilità del mercato.
Le misure si applicano principalmente ai broker autorizzati a Hong Kong e alle Virtual Asset Trading Platforms (VATP), ma incidono anche su individui e istituzioni che operano tramite queste piattaforme, sia a livello locale sia dall’estero.
In sintesi, la SFC vuole incoraggiare la crescita del settore cripto, ma in modo controllato e trasparente. A differenza di molti mercati offshore, Hong Kong sta costruendo un sistema fondato su licenze rigorose, audit obbligatori e supervisione attiva, e i numeri iniziano a rispecchiarlo. I volumi di scambio sulle piattaforme autorizzate hanno raggiunto 26,1 miliardi di HKD (circa 2,8 miliardi di EUR) soltanto nella prima metà del 2025, con un aumento del 233% su base annua.
La SFC ora consente ai broker autorizzati di offrire finanziamenti ai clienti per il trading di criptovalute, il che significa che i clienti possono prendere in prestito denaro per negoziare asset virtuali, potenzialmente aumentando l’attività complessiva del mercato.
Tuttavia, le regole sono severe. Solo asset ben consolidati, come Bitcoin ed Ether, possono essere utilizzati come garanzia e vengono fortemente scontati (haircut di almeno il 60%) per ridurre il rischio sistemico. I broker devono valutare con attenzione la situazione finanziaria di ciascun cliente, inclusa l’esposizione alla volatilità cripto e i rischi di concentrazione.
Ai broker è inoltre richiesto di monitorare le garanzie in tempo reale ed è vietato riutilizzare gli asset dei clienti per altri scopi, una norma pensata direttamente per prevenire gli abusi osservati in alcuni noti fallimenti cripto globali degli ultimi anni.
La SFC consente inoltre ai broker di collegarsi a libri ordini condivisi con piattaforme estere affiliate, il che può migliorare la liquidità e offrire spread più stretti. Tuttavia, gli investitori retail possono accedere a questi pool transfrontalieri solo con un consenso esplicito e informato e con una chiara comprensione dei rischi giurisdizionali aggiuntivi coinvolti.
La SFC ha introdotto un quadro regolamentare per la negoziazione dei contratti perpetui su crypto, comunemente noti come "perps". Si tratta di prodotti finanziari ad alto rischio che utilizzano leva e non hanno una data di scadenza.
Data la loro complessità, i contratti perpetui sono riservati esclusivamente agli investitori professionali. Le piattaforme devono verificare che i clienti comprendano i derivati prima di concedere l’accesso.
Le piattaforme di trading devono seguire regole rigorose sulla progettazione del prodotto, inclusi metodi di prezzo trasparenti, una chiara divulgazione dei funding rate e la disponibilità di dati in tempo reale. Devono inoltre mantenere solidi sistemi di gestione del rischio, tra cui controlli automatici dei margini prima delle operazioni e procedure ben definite per la gestione delle perdite.
È importante notare che alle piattaforme non è consentito prestare denaro per il margin trading sui perps. Devono inoltre assicurarsi che i clienti siano pienamente informati di tutti i principali rischi, inclusa la possibilità di liquidazione forzata e la perdita totale del capitale.
Per aumentare l’attività di negoziazione e migliorare la formazione dei prezzi, la SFC ora consente a società affiliate di agire come market maker sulle piattaforme autorizzate. I market maker supportano mercati sani inserendo continuamente ordini di acquisto e di vendita, riducendo gli spread e migliorando la qualità di esecuzione.
In condizioni normali, alle società correlate non è consentito negoziare sulla stessa piattaforma. Tuttavia, la SFC può ora permetterlo in casi specifici, soggetti a controlli rigorosi:
Netta separazione strutturale tra la piattaforma e il market maker
Barriere informative per prevenire vantaggi indebiti o front-running
Priorità sempre agli ordini dei clienti rispetto agli ordini del market maker
Identificazione completa e audit trail su tutte le operazioni del market maker
Prima di avviare le operazioni, le piattaforme devono presentare un rapporto di conformità che confermi che tali controlli sono presenti ed efficaci, e devono continuare a monitorarli in modo continuativo.
Queste tre misure sono rilevanti, ma si inseriscono in un quadro regolamentare molto più ampio e in evoluzione, che vale la pena comprendere nella sua interezza.
L’accesso retail resta intenzionalmente limitato. Gli investitori comuni possono negoziare solo un numero ridotto di token principali tramite piattaforme autorizzate e non possono accedere a prodotti avanzati come i contratti perpetui. Ciò riflette l’approccio prudente e a livelli della SFC alla protezione degli investitori.
Il regime di licenza per le VATP è la spina dorsale del sistema. A febbraio 2026, la SFC ha concesso licenze a 12 Virtual Asset Trading Platforms, tra cui HashKey Exchange e OSL Digital Securities, due tra gli operatori più precoci e consolidati del mercato. Il processo di licenza è rigoroso e include ispezioni in loco, valutazioni indipendenti di cybersicurezza, soglie di capitale e una revisione in più fasi prima della piena approvazione.
La protezione degli asset è non negoziabile. Le piattaforme autorizzate devono mantenere gli asset dei clienti completamente separati dai fondi societari, assicurare almeno il 50% degli asset in cold wallet e coprire il 100% delle disponibilità in hot wallet. Queste regole mirano a prevenire i tipi di perdite catastrofiche per i clienti osservate in precedenti collassi cripto globali.
Anche le stablecoin sono ora regolamentate. La Stablecoins Ordinance di Hong Kong, approvata a maggio 2025 ed entrata in vigore da agosto 2025, sottopone l’emissione di stablecoin ancorate a valute fiat alla supervisione della Hong Kong Monetary Authority (HKMA). Qualsiasi emittente di una stablecoin ancorata al dollaro di Hong Kong, sia con sede locale sia all’estero, deve essere autorizzato. Il primo gruppo di licenze è atteso all’inizio del 2026.
La tokenizzazione sta diventando un pilastro della strategia. Oltre 2 miliardi di dollari in titoli tokenizzati sono già stati emessi attraverso progetti pilota supervisionati dalla HKMA. Questo posiziona Hong Kong non solo come hub di trading cripto, ma come centro più ampio di infrastrutture per gli asset digitali.
Hong Kong non opera in isolamento. Compete direttamente con Singapore e Dubai per il capitale istituzionale e per il business cripto.
Singapore, regolamentata dalla Monetary Authority of Singapore (MAS), dispone di un quadro maturo per le licenze sulle stablecoin e di un Payment Services Act ben consolidato. Tuttavia, negli ultimi anni Singapore ha irrigidito in modo significativo le proprie regole, includendo requisiti stringenti per i fornitori esteri di servizi su token digitali, spingendo alcune società cripto, incluse grandi piattaforme di scambio, a valutare un trasferimento verso Hong Kong o Dubai.
Dubai ha seguito una strada diversa. Attraverso la Virtual Assets Regulatory Authority (VARA), il primo regolatore indipendente al mondo specifico per le cripto, Dubai ha costruito un framework agile e orientato all’innovazione che ha attirato un gran numero di exchange globali. Il suo approccio è ampiamente considerato meno restrittivo di quello di Hong Kong, risultando attraente per le imprese che desiderano riconoscimento regolamentare senza il massimo onere di conformità.
Il vantaggio di Hong Kong risiede nella sua vicinanza alla Cina continentale, un vantaggio geografico e finanziario unico che né Singapore né Dubai possono replicare. Funziona come principale porta d’accesso regolamentata per il capitale istituzionale che fluisce tra la Cina e l’ecosistema globale degli asset digitali. Il suo impianto legale è inoltre allineato agli standard internazionali, incluse le raccomandazioni del FATF, rendendolo credibile per i grandi investitori istituzionali che richiedono quel livello di garanzia.
Uno sviluppo che merita maggiore attenzione è il lancio, da parte della SFC, del Digital Asset Accelerator. Questa iniziativa crea un canale di comunicazione strutturato tra regolatori e partecipanti del settore, simile nel concetto a una regulatory sandbox, consentendo di testare nuovi prodotti e modelli di business in un ambiente controllato prima dell’approvazione formale.
Questo è importante perché segnala che la SFC non sta cercando di escludere l’innovazione da Hong Kong. Al contrario, sta costruendo l’infrastruttura per valutare e, in seguito, approvare nuovi prodotti finanziari in modo misurato. Per le aziende che sviluppano nuovi derivati cripto, strumenti tokenizzati o servizi affini alla DeFi, l’Accelerator rappresenta il percorso di ingresso più chiaro nel mercato regolamentato di Hong Kong.
Le nuove misure introducono effettivamente ulteriore complessità nel sistema. Consentire finanziamenti, prodotti a leva e market maker affiliati aumenta la liquidità, ma può anche amplificare la volatilità nei periodi di stress di mercato. Liquidazioni forzate, rapide dislocazioni dei prezzi e concentrazione del rischio in un numero ridotto di piattaforme autorizzate sono tutti fattori che potrebbero diventare problematici man mano che il mercato cresce.
La SFC ha segnalato di essere consapevole di questi rischi, ma la vera prova arriverà durante il prossimo significativo ribasso di mercato.
Hong Kong non sta aprendo le porte alle cripto senza condizioni. Sta facendo qualcosa di più deliberato: costruire un mercato strutturato e ad alti standard, in cui la crescita è consentita, ma solo entro limiti chiaramente definiti.
La combinazione di 12 piattaforme autorizzate, una stablecoin ordinance, progetti pilota di tokenizzazione e, ora, prodotti ampliati per gli investitori professionali posiziona Hong Kong come uno degli ambienti cripto regolamentati più completi al mondo. La domanda non è se il quadro sia serio: lo è, chiaramente. La domanda è se il ritmo dell’innovazione possa eguagliare quello della regolamentazione.
Per gli investitori istituzionali, la risposta a questa domanda potrebbe determinare dove, in Asia, sceglieranno di costruire la propria infrastruttura per gli asset digitali.
Che tu sia un operatore di piattaforma, un investitore istituzionale o semplicemente stia seguendo l’evoluzione della regolamentazione cripto globale, gli sviluppi del 2026 di Hong Kong sono troppo importanti per essere ignorati. Resta aggiornato, monitora da vicino gli annunci della SFC e consulta il nostro team prima di prendere qualsiasi decisione sugli asset virtuali.